Sterilizzare l’azoto: da Bologna il metodo sicuro per la vitrificazione degli ovociti

Le prime gravidanze ottenute con ovociti crioconservati risalgono a 20 anni fa, ma la tecnica non ha trovato applicazione clinica perché considerata inefficiente e poco sicura.
Oggi sappiamo che il congelamento ovocitario garantisce risultati comparabili a quelli del congelamento embrionario e si applica in associazione alle tecniche convenzionali di fecondazione in vitro, rappresentando una valida alternativa per risolvere i problemi etici associati al congelamento degli embrioni. Viene utilizzato soprattutto all’estero dalle banche degli ovociti ma le prime esperienze si sono avute a Bologna.

Quali sono le tecniche utilizzate?
“Sono due: il congelamento lento e quello ultrarapido, anche detto vitrificazione e che viene usato dal 2005 – risponde Lodovico Parmegiani, Specialista Embriologo della Riproduzione e Direttore del Laboratorio IVF dei GynePro Medical Centers di Bologna -. Quest’ultima prevede l’immersione diretta dell’ovocita (ma potrebbe essere qualunque tipo di cellula) direttamente in azoto liquido”.

Ipoteticamente il contatto con questa sostanza può comportare rischi di contaminazione ed è per questo che pur  essendo una tecnica molto efficace si è pensato che non potesse essere sicura, anche se in realtà ci sono molti studi che affermano la mancanza di contaminazioni fino ad oggi. “Quando l’azoto viene prodotto è sterile ma è instabile e non può essere chiuso ermeticamente – afferma Lodovico Parmegiani - quindi non può essere certificato come completamente sterile.

Nei nostri Laboratori abbiamo sempre voluto offrire il meglio ai pazienti ed è per questo che abbiamo sperimentato una nuova metodologia di sterilizzazione”. Lodovico Parmegiani
ha infatti brevettato un metodo per sterilizzare l’azoto liquido a -196°, un metodo che si potrebbe eseguire anche in casa dice, ma che poi ha bisogno di essere certificato per legge.

In cosa consiste?
“Si basa sulla sterilizzazione, attraverso l’utilizzo di un’irradiazione a raggi ultravioletti. Bisogna dare la massima energia perché poi l’azoto evapora rapidamente e, infatti, – spiega lo specialista continuando – con questo metodo l’azoto viene sterilizzato prima che evapori completamente
consentendo di ottenere piccole quantità di azoto liquido sterilizzato, che può poi essere usato per immergere completamente il campione e una volta congelato è fatta”.
Le nuove leggi di manipolazione dei tessuti prevedono di eliminare totalmente il rischio di contaminazione, seppur ipotetico, e pertanto la nuova metodica inventata e utilizzata già da due anni nei Laboratori Gynepro di Bologna, trova oggi riscontro a livello internazionale. Non
solo: oggi trova applicazione per gli ovociti ma potrà essere impiegato per le cellule staminali, gli organi, il tessuto ovarico e la crioterapia.

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